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Botteghe d'arte pittorica

Sin dai tempi antichi sono sorte con varie strutture e caratteristiche le botteghe artigianali, in generale. Nelle botteghe venivano tramandati tutti i mestieri che richiedevano una certa manualità ed esperienza, parliamo di mestieri quali il falegname, il sarto, l'orafo e via di seguito. Certamente le botteghe artigianali potevano avere come fine ultimo un prodotto garantito,originale e apprezzabile sotto tutti i punti di vista. In ogni caso, se dovessimo soffermarci un po’ sul tipo di gestione delle botteghe allora potremmo notare come quelle che dovevano essere dei luoghi dove s'imparava un mestiere, potevano trasformarsi in dei luoghi di sfruttamento. Certamente il tutto va collocato nelle epoche storiche in cui si svilupparono, epoche in cui la miseria non solo materiale ma anche mentale provocava una serie di conseguenze facilmente riscontrabile e soltanto pochi riuscivano a porre le basi per emergere. In poche parole ciò che voglio far notare è che se le botteghe avevano molte cose positive altrettanto si può dire in negativo. Nel campo delle botteghe artigianali rientrano le botteghe d'arte pittorica. La loro nascita, storicamente risale al Medioevo, erano strutturate piramidalmente, cioè con un maestro, gli allievi, i lavoranti ed i garzoni. Il maestro produceva le sue opere d'arte ed insegnava agli allievi, i lavoranti avevano il compito di aiutanti del maestro sia nell'esecuzione delle opere, come nella preparazione dei materiali,supporti, colori e tutto ciò che era necessario nella produzione, infine i garzoni che provvedevano alla pulizia dei locali. Le botteghe si svilupparono, in un primo tempo nelle società mercantili e marine come Firenze, Siena, Venezia. Queste città il cui tessuto sociale era commercialmente avanzato fu ideale, per cui anche la produzione delle opere era favorita e regolamentata e, inoltre, era favorita la vendita del prodotto. Dopo la loro nascita le botteghe furono regolamentate giuridicamente per proteggere la produzione interna da quella importata, oppure per evitare l'imitazione delle opere oppure delle varie formule utilizzate. Nel Rinascimento, l'epoca di maggiore splendore per le botteghe d'arte, ci fu una valorizzazione della professione e la fama del maestro era la garanzia del successo dell'opera d'arte. Va detto che nel Rinascimento le botteghe d'arte svolsero un ruolo didattico notevolissimo per la formazione di talenti. C'e anche da dire che il lavoro svolto nelle botteghe molte volte era frutto degli allievi e dei lavoranti e il maestro dava dei tocchi finali e apponeva la sua firma. Si può, comunque affermare che se da una parte c'era l'insostituibile formazione dei pittori da parte dei maestri dall'altra c'era il risvolto economico che il maestro percepiva per delle opere che in alcuni casi avevano soltanto una sua firma. Credo che il limite delle botteghe sia stato proprio questo e cioè quello di delegare ad altri sia pure allievi e, quindi provenienti da una stessa scuola, la produzione d'opere che non potevano avere un'identità precisa ma molte identità. Se ciò poteva essere possibile per altre forme artigianali non credo potesse essere lo stesso per un'opera d'arte pittorica, la cui prerogativa è l'individualità dell'artista. Per cui nel momento in cui il maestro divenne una specie d'imprenditore più propenso ad impostare la sua opera per fini economici anziché per fini puramente estetici, proprio in questo sta la sua decadenza. Storicamente la fine delle botteghe viene posta alla fine del XVI secolo con la nascita delle Accademie che che sostituirono le botteghe nelle attività didattiche e coincide con l'affermazione della libertà delle professioni intorno al XVI secolo. Forse, oggi, sarebbe necessario un ritorno alle botteghe d'arte pittorica, dico un ritorno perché di botteghe pittoriche o simili ce ne sono tante però, evidentemente, in queste che esistono manca, non dico la serietà quanto il metodo che le faccia diventare, oltre che scuole di formazione, centri in cui si possa ristabilire il contatto con un maestro, per evitare che, chi voglia apprendere il mestiere di pittore non vaghi in un universo di stili che confondono, quanto proprio per apprendere un mestiere, sgombro da qualsiasi interferenza esterna, per dare, sotto la guida di tecnici della pittura un prodotto finito ed originale, ma che sia anche un prodotto fatto con tecniche che, oggi, molte volte sono superate per altre forme più semplificate che permettono d'avere dei lavori in modo molto più rapido ma che, sicuramente, non hanno la sostanza di un lavoro tecnico.

di Anna Fabiani 


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