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Competenza e critica d'arte

"Competenza e critica d'arte "

La competenza in campo pittorico come in qualsiasi altro campo presuppone la conoscenza della materia che si vuole affrontare. Se partiamo dal presupposto che la competenza in campo pittorico, forse più che in altri, si acquista nel corso del tempo, con lo studio e con la ricerca arriveremo alla conclusione che una competenza specifica si avrà dopo anni di studio e di conoscenza. Quello che io vorrei dimostrare è che, aldilà della competenza, qualsiasi persona interessata ad un determinato argomento e, nel nostro caso alla pittura, può ritenersi competente. La motivazione o stimolo da cui parte l’interesse è la base su cui poggerò il mio discorso e dall’interesse partirà un cammino proteso verso la conoscenza della materia a cui si è interessati, più forte è la motivazione più forte è l’interesse più estesa sarà
la conoscenza che permetterà d’acquisire le competenze necessarie per affrontare la materia. Molte volte la competenza che s’acquisisce con lo studio della materia , parlo di un cammino scolastico finalizzato alla conoscenza della data materia ha delle motivazioni diverse dall’interesse vero e proprio. Si può studiare per opportunità, per indirizzo scolastico, per necessità, motivazioni apparentemente fondamentali ma non sufficienti, è una qualifica che s’ottiene per meriti particolari e per studi adeguatamente compiuti. In questo caso la competenza acquisita è diversa dalla competenza che io definisco “interessata” poggiata cioè sull’interesse e solo su quello. E’ probabile che una competenza acquisita con lo studio e con le motivazioni sopra citate si esaurisca nel tempo e perda le sue motivazioni, come è anche probabile che si rafforzi con la nascita dell’interesse vero e proprio per la materia, in questo caso avremmo la figura perfetta quella che saprà unire l’interesse e in più lo studio acquisito. Diverso è il caso della “competenza interessata” questa tarderà ad esaurirsi e crescerà nel corso del tempo acquisendo sempre più conoscenze per supportare lo stesso interesse. La motivazione e l’interesse procederanno di pari passo con lo studio sarà un cammino affiancato è probabilmente molto proficuo per le persone che riusciranno a trovare il giusto equilibrio. Detto questo passiamo a ciò che la competenza farà scaturire e cioè alla critica. E’ logico che più si è competenti più si tenderà ad essere critici nel valutare i lavori degli altri, sempre nel campo pittorico, abbiamo sfilze di critici che molte volte s’arrogano del diritto di fare critica d’arte. Io ritengo il compito del critico d’arte un compito per niente facile e nello stesso tempo fondamentale per la crescita dell’arte, anche se , tante volte, ricade nella presunzione di ritenere che ciò che è detto sia necessariamente esatto. Anche in questo caso lo studio, la conoscenza e la maturità e soprattutto l’interesse faranno si che ci siano critici sensibili e critici insensibili più portati a crogiolarsi nel proprio ruolo che veramente interessati ad una critica costruttiva. Di certo quello che non dovrebbe avere un critico è un atteggiamento di saccente sapienza tipo “io posso perché conosco”, la conoscenza della materia implica anche una conoscenza psicologica di coloro che fanno arte e non solo dell’arte in genere, soltanto valutando e mettendo insieme la conoscenza psicologica e quella artistica si può arrivare a formulare una critica che non demolisca ma che aiuti nella crescita artistica e non solo. Se pensiamo per un momento alla nascita della critica d’arte, a partire da Platone che introdusse il principio dell’arte come imitazione della natura e che scrisse le prime biografie degli artisti o al Vasari che scrisse il primo trattato organico sull’arte e sugli artisti per arrivare all’800 con la critica d’arte militante di Charles Baudelaire, capiremo quanto la critica d’arte abbia influenzato l’arte e soprattutto il suo mercato e come sia diventata un genere letterario autonomo molto attento non solo alla critica ma accomunando a questa la biografia degli artisti “criticati” Certo in un’epoca come la nostra in cui l’arte è soggetta ad innumerevole tendenze anche la critica d’arte non è esente dalle innumerevoli infiltrazioni ed è più alto il rischio che ci siano dei critici senza scrupoli come degli artisti senza scrupoli. Il rischio che entrambe le figure perdano il loro carattere originario è molto alto. Per questo e per i motivi citati sopra chiederei attenzione particolare soprattutto a coloro che operano nel campo artistico, per evitare che il critico come l’artista intraprendano un cammino poco professionale influenzato da altri fattori che prescindono dall’interesse per l’arte.

di Anna Fabiani


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