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ARGOMENTO: film film film

film film film 26/05/2021 21:24 #9776

:) una nuova iniziativa.

Mettero' qui di seguito il mio commento alla visione di pellicole piu' o meno recenti riguardanti il mondo della pittura. I film dovrebbero essere reperibili facilmente sui canali che abbiamo a disposizione in rete.

Comincero' con :

Gauguin - Viaggio a Tahiti

Il film e' del 2017 diretto da Deluc ed interpretato da un ottimo Vincent Cassel.

Si riferisce ad una parte della vita del pittore francese che dalla francia viaggia a thaiti ove si stabilisce cercando inafferabili soggetti da dipingere che la francia del tempo non gli offriva piu'.

Il film e' bello perche' magistralmente interpretato da Cassel che sa fare le parti del duro senza cuore come pochi altri attori.


Fra l'altro, a mio giudizio, Cassel assomiglia anche alquanto a Paul, se non altro per cio' che sembra trasparire dalla sua figura - qui vedete una fotografia del vero Gauguin.

Il pittore mostra il suo irriducibile egocentrismo, tutto teso all'arte. Nelle battute del film Gauguin dichiara la sua piena consapevolezza della sua potenza artistica ( e l'aveva veramente :) ) e confessa che questa condizione dell'essere diviene naturalmente l'unica guida delle sue azioni; sostituisce cioe' completamente ogni morale ed atteggiamento etico verso gli altri, la famiglia, l'amore per una donna, l'amicizia e perfino il rispetto dell'integriita' del proprio corpo.

La scena nella quale ,disperato per l'indigenza nella quale inevitabilmente cade, ed e' costretto ad offrire - senza che nessuno lo noti - i suoi lavori in un mercatino dell'artigianato polinesiano e' terribile e commovente.

Il film termina con la resa all'inevitabile declino fisico dovuto a un infarto quando ancora quarantenne viveva sull'isola, costretto per sbarcare il lunario a duri lavori manuali. Ritorna dunque in patria per ripartire in un secondo viaggio alla fine del quale approdera' alle isole Marchesi ove morira', probabilmente di sifilide e sara' sepolto in una tomba senza nome.

Nel periodo thaitiano dipinse questi quadri:



E' bello vedere la cura con la quale il film documenta l'attenzione del pittore alla messa in posa dei soggetti femminili, una cura degna di un maestro rinascimentale.
Ultima modifica: 26/05/2021 21:41 da Molinari.Alessandro.
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film film film 28/05/2021 15:13 #9778

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grazie!!!! che bella iniziativa....sono appassionata di cinema....ti seguirò!!!!
Roberta
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film film film 30/05/2021 21:07 #9791

:) bene, seconda pellicola:

Pollock

anno 2000 diretto ed interpretato da Ed Harris.
Il film e' ben fatto, molto ben fatto. Ed Harris e' un ottimo attore e oltretutto somiglia in maniera impressionante a Pollock. Buona interpretazione e addirittura ottima per l'attrice Marcia Gay Harden che si prendera' l'oscar come migliore attrice non protagonista, interpreta la moglie di Pollock Lee Krasner. Ottima la fotografia, il film ripercorre le vicende della vita dell'artista dagli inizi della carriera alla morte. E' basato su un libro biografico famoso, un polpettone di 900 pagine (sic!) "Pollock: an American Saga" (1989) di Steven Neifeh e Gregory White Smith. Per dipiu' il regista Harris pare abbia fatto approfondimenti e ricerche suplettive per documentare ogni piu' piccolo dettaglio delle scene.

Quindi abbiamo un buon film oltretutto assai fedele alla vicenda biografica del pittore; questo mi offre una opportunita' non disprezzabile. ;)

Il mio quesito era:

- quale mai puo' essere la natura degenerata di un essere umano che possa portare a realizzare """quadri""" come quelli di Pollock? Oppure ancora quali disgrazie/drammi/malattie possono indurre una persona ad atteggiarsi a pittore producendo opere che avrebbero imbarazzato uomini con un minimo di decenza?? :P

Il film risponde PERFETTAMENTE a queste domande.

L'equivoco di considerare arte, produzioni che sfigurerebbero perfino in una mostra di opere di internati in un ospedale psichiatrico, sarebbe poi da commentare a parte. Sia detto per inciso che questa roba viene considerata all'unanimita' l'espressione culturalmente piu' alta di un popolo, quello americano, che vorrebbe dettare la linea etica al mondo :ohmy:

Bello anche il finale con la consapevole guida in stato di ubriachezza e la conseguente morte di una donna innocente, colpevole solo di essersi fatta trascinare da una amica in una corsa fatale. Un vero e proprio omicidio con tanto di violenza di genere. Strano che un abominio simile sia tollerabile se a commetterlo e' un vate della cultura. Vogliamo forse concludere che "genio e sregolatezza" possono avere certi effetti collaterali, che divengono accettabili proprio in forza della eccezionale importanza artistica delle creazioni cui sottendono? :lol: :lol:

opera di Pollock:



Bella neh? Peccato che non sia un opera di Pollock ma la foto del pavimento ove egli stendeva le tele per sporcarle con la vernice. Costui era talmente cialtrone che buona parte della vernice finiva sul pavimento intorno alla tela , ma fuori da essa :unsure:
Ultima modifica: 30/05/2021 21:25 da Molinari.Alessandro.
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film film film 31/05/2021 12:42 #9793

:) per meglio comprendere la storia del personaggio Pollock, cosi' ben mostrata nel film di Harris, si dovrebbe spiegare che il nostro viene mostrato all'esordio della pellicola come un ""pittore"" squattrinato, ma comunque apparentemente in attivita' pittorica a tempo pieno - eccetto il tempo impiegato nelle sbornie -.
Ovvero la cui arte apparentemente aveva un significato etico-sociale diverso da zero.

Purtroppo non e' affatto cosi' in quanto e' noto che Pollock come altre migliaia di persone in USA fece parte del Federal Art Project. Senza approfondire questo programma di assistenza, facente parte del complesso mondo del new deal americano post grande crisi del 29, cio' si tradusse per il nostro nell'essere letteralmente stipendiato dallo stato con circa 100 dollari al mese, provvedendo in cambio a fare opere pittoriche non valutate da nessuno. In pratica i contratti tipo di quegli anni (dal 1935 al 1943) prevedevano alcuni dipinti a scadenze regolari semplicemente per attestare il fatto che il soggetto contraente rimanesse in attivita' artistica e npon si dedicasse ad altra occupazione. Le opere venivano accumulate perche' erano di proprieta' dello Stato e vennero in seguito logicamente per lo piu' distrutte.
Al tempo il reddito medio del cittadino americano era molto basso e si poteva sopravvivere con 500 dollari all'anno, mentre si viveva con 1000 dollari. Capite bene che i 1200 dollari dati agli artisti non erano disprezzabili.

Fatto che, nel concreto, serve ad illuminare meglio la figura della sua mecenate Peggy Guggenheim, che entra nella narrazione proprio alla fine del programma di aiuti statale garantendo, con un contratto analogo piu' o meno lo stesso. Per ironia della sorte lo "stipendio che Peggy da a Pollock e' di 150 dollari al mese! Non certo munifica se si considera che negli anni del dopoguerra il reddito medio degli americani raddoppia ogni cinque anni.
Cio' comunque permette a Pollock di sposare Lee Krasner e di continuare una esistenza comunque misera, dato forse anche la notevole spesa per l'alcool.
Le cose poi sembrano migliorare e il pubblico e' portato a credere che "finalmente la grande arte del nostro" trionfa.

Peccato che non e' affatto cosi' :( Cio' che trionfa e' semplicemente il fatto che il (finto) critico Clement Greenberg, impersonato nella pellicola dall'ottimo attore Jeffrey Tambor promuove e piazza le opere di pollock in un programma apposito sviluppato dal American Committee for Cultural Freedom, organizzazione governativa fondata dalla Central intelligence agency con la quale collabora.
L'organizzazione (ACCF) e' una emanazione della difesa USA attiva durante tutta la guerra fredda e probabilmente (opportunamente trasformata) attiva ancor oggi. Si occupo' di lottare contro la cultura e l'arte del blocco comunista contrapposto, facendo nascere e poi promovendo ovunque possibile l'arte americana; la promozione venne fatta anche e poi soprattutto in europa, Italia inclusa.
Ultima modifica: 31/05/2021 13:06 da Molinari.Alessandro.
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film film film 03/06/2021 20:50 #9811

:) l'arte pittorica americana sembrerebbe screditata dall'emergere dell'espressionismo astratto e dalla successiva pop art. Screditata almeno per il fatto di essere un arte divenuta strumento politico e di potere in una maniera cosi' profonda da eliminare alla radice ogni contenuto relazionato alla attivita' creativa, cosi' come la tradizione aveva dettato.

Non sfuggira' a nessuno che il fatto di promuovere i propri artisti nel mondo o usare le produzioni artistiche per dare lustro alla credibilita' internazionale del proprio popolo non sia, di per se, ne' sbagliato, ne' tanto meno una novita' del 900.

Tuttavia se si arriva a scegliere di costruire arte ed artisti su un modello artificiale pensato per l'inganno e la vanagloria allora le cose cambiano radicalmente, soprattutto quando questo "artefatto" viene poi imposto come cliche' vincente e poi come unico modus operandi dell'arte tutta.

L'arte pittorica americana non era pero' inesistente o negletta, tutt'altro. Nal 1800 con l'hudson river school aveva dimostrato una attenzione per il paesaggio naturale che e' ammirabile ancor oggi:

guardate qui sotto Bierstadt:


Questo pittore usava fotografie fatte da lui stesso, :cheer: pero' era maledettamente bravo a non copiarle vero?? :P
Ultima modifica: 03/06/2021 20:53 da Molinari.Alessandro.
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film film film 03/06/2021 21:03 #9812

:) Un ottimo paesaggio sempre realista e naturalista continua nel 900 con Winslow Homer e Thomas Eakins. La pittura americana pero' rimane tributaria culturalmente di quella europea, senza evolvere una sua peculiare caratteristica; tutti gli artisti erano tenuti, ad un certo punto ad effettuare il "gran tour" ovvero a venire a Parigi o a Roma e Firenze per confrontarsi con la tradizione. Esempi illustri la Cassat con gli impressionisti e il grande Sargent.

Nel 900 continua pero' la vena del realismo, pure pagando un tributo allo stile impressionista mutuato dall'europa. E' famoso il gruppo degli otto con:George Bellows,Robert Henri, Everett Shinn, George Benjamin Luks, William Glackens, John Sloan ed infine Hopper.



Capite bene pero' come il fatto stesso che il centro artistico pittorico non fosse negli Stati Uniti, ma in europa, costituisse un fattore geopolitico negativo, un fattore da superare in quanto politicamente scomodo ed inaccettabile per gli sviluppi futuri che attendevano il mondo che doveva essere preda dell'imperialismo yankee.

Altrettanto logico che con un armamentario come la pur bella ed interessante arte americana realista tradizionale di cui parlavo pocanzi, non si sarebbe andati lontano se l'obiettivo era il dominio culturale del mondo...... :cheer:

serviva questo:


Ovvero promuovere ad arte con "provvedimento di autorita' " una schifezza qualunque, se assolutamente oscena, tanto meglio, cosi' il popolo avrebbe capito' meglio che se l'Autorita' decide una cosa, la decide e basta anche se sembra assurda e immotivata. QUESTA e' d'ora in poi l'arte e la bellezza....perche'? Perche' lo dico io e BASTA :lol: :lol: questo sembrano affermare le cronache del secondo novecento.
Ultima modifica: 03/06/2021 21:27 da Molinari.Alessandro.
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Ringraziano per il messaggio: anna, robjnia
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