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Pittura ad Olio

ARGOMENTO: OMBRE RIFLESSI E CONTRASTI

ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 01/05/2021 22:55 #9641

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Se riguardate lo schemino dell'ultima foto che ho inserito, potrete percepire che una certa lieve tendenza allo schiarimento del quadratino centrale superiore o scurimento di quello inferiore, quando stanno in sfondi di tonalita' molto diversa permane.
Si tratta pero' di un effetto residuo che e' molto soggettivo, quindi cambia molto da individuo a individuo. Personalmente io vedo questi quadrati esattamente uguali (come in effetti sono) ed e' molto difficile, in schemi simili che venga ingannato. Cercando di capire questo fenomeno soggettivo ho notato che alcune persone tendono a farsi ingannare soprattutto alla prima distratta occhiata, ma poi approfondendo e prolungando la visione si accorgano che i quadrati sono esattamente uguali.

Qui sotto riporto uno schemino molto simile in bianco e nero ove lo sfondo sfumato provoca l'effetto identico a quello della mia foto sulle righe di quadratini formati da sfumature esatta,mente uguali sulle righe e via via piu' scure in colonna dall'alto al basso. A destra lo sfondo uniforme fa si che l'effetto sia assente e i quadratini vengano percepiti come tutti uguali, come in effettisono.


Ultima modifica: 01/05/2021 22:56 da Molinari.Alessandro.
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ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 02/05/2021 08:01 #9642

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:cheer: quante volte mi sono scontrato con la tela dopo aver fatto lo sfondo dopo il primo piano. I colori che sembravano in armonia con il modello trasformarsi in un battito di ciglio: troppo freddi, caldi, desaturati, ecc ecc.
ora invece faccio meno fatica. Mi concentro prevalentemente sulla resa globale dell insieme o sottoinsieme in relazione alla percezione dell insieme o sottoinsieme del modello preso in considerazione.
Trovo questa lezione tra le più interessanti e illuminanti, a mio parere: aspetto perciò di capire quanto di questo mistero della percezione mi possa aiutare a “ non farmi fregare”.
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ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 02/05/2021 14:51 #9646

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Si, illuminante! Concordo! :woohoo:
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ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 02/05/2021 17:11 #9653

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:) a cosa puo' servire tutto questo che vi sto raccontando? Ovviamente dovrebbe servire ad acquisire consapevolezza di come funzionano gli occhi, in modo da facilitare la concentrazione sul soggetto ed inoltre ad orientarci nel modo piu' facile ed efficacfe che pero' NON E' ISTINTIVO nel dipingere (modo che e' l'esatto opposto :( ).

Ricordate l'esercitazione sulle velature? Allora si trattava a partire dal disegno di fare un ritratto con la tecnica ad olio.
Naturalmente consigliavo di iniziare il disegno su una tela non bianca ma avente una certa scurezza minima e seguire mettendo prima i massimi scuri e poi i massimi chiari.

Successivamente l'abbozzo procedeva sui mezzi toni arrivando in valore chiaroscurale sempre dall'alto ovvero dipingendo sempre tonalita' piu' chiare del voluto e poi aggiustando scurendo.

Ad un certo punto mostrando le fasi intermedie si vedeva questa immagine:

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ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 02/05/2021 17:31 #9654

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Notate che lo sfondo e' dipinto in maniera non uniforme , i massimi scuri sono rappresentati inoltre praticamente dal disegno fatto a pennello ed i massimi chiari sono stati messi con il bianco di titanio sfumando con l'ocra rossa molto schiarita sia con il titanio che con il giallo di napoli i bordi.

Perche' ho fatto cosi'? Naturalmente ho seguito la mia regoletta, ma con quel minimo di sfumatura ho raggiunto gia' in questa fase un assetto visivo dove le informazioni tridimensionali che le aree dipinte danno ai miei occhi e' chiaramente presente. Gia' da questo punto cioe' io vedevo, grazie agli effetti di interazione delle diverse tinte stese un abbozzo tridimensionale del soggetto.

Ho incollato nell'angolo a sinistra la stessa immagine per simulare una visione del mio lavoro da lontano a occhi a fessura per significare questo fatto.

A questo punto del lavoro io posso contare su una solida impalcatura di chiaroscuro che so essere giusta e vedo ogni futuro colore non gia' come lo mescolo sulla tavolozza, ma ne vedo l'effetto sul dipinto, una volta che e' stato steso e dunque lo vedo gia' modificato percettivamente come sara' alla fine.

Da questo punto in avanti (e notate che sono praticamente all'inizio) non ho piu' bisogno di ragionare sulle tinte da mescolare, con confronti etc. Mi basta metterla sulla tela ed immediatamente ne vedo l'effetto; se e' quello voluto bene, altrimenti si schiarisce, si scurisce etc. etc.

Se tentassi di isolare il colore di ogni singola tonalita', procedendo per pezzi, a parte l'immensa noia dell'operazione, alla fine lavorerei spesso per niente, soprattutto perche' le masse di colore sfumato sono quelle responsabili delle modifiche percettive piu' importanti. Quindi una volta arrivato a stendere quelle, sarebbe frequente il caso che l'effetto di modifica percettiva sull'insieme non sia quello voluto.

Ecco perche' usando la regoletta si imbocca una strada - quella giusta - all'inizio e si procede in linea retta fino alla conclusione.

Ecco anche perche' invece tanti tantissimi pittori dilettanti si perdono in interminabili sedute al cavalletto con infinite correzione e ridipinture strati sovrapposti etc. Continuano a girare in tondo rispetto ad un assetto coloristico o chiaroscurale senza mai giungervi se non per puro (ma raro) caso.
Infine fra costoro emergono spesso non gia' i piu' meritevoli ma coloro che hanno maggiore pazienza degli altri, ecco la copia delle foto ed ecco l'origine della fredda sterilita' artistica ed emozionale che quelle immagini suscitano.



Dovrebbe dunque essere chiaro perche' nella regoletta dico di riservare nei max chiari e max scuri un poco di valore; serve a tenersi un margine per accordare alla fine il tutto. Se avete lavorato bene, aumentare di poco i massimi scuri o schiarire i max chiari avra' effetto su tutte le aree dipinte perche' ne modifica la percezione. Prorio come le chiavi di accordatura di una chitarra, mettete una sesta corda nella posizione del mi cantino e poi la accordate con le altre.....se la mettete nella terza posizione faticherete non poco prima di .....romperla! :unsure:
Dovrebbe anche essere chiaro perche' dico di arrivare in valore dall'alto; dipingere prima i mezzitoni piu' chiari presumibilmente significhera' dipingere parti poco modificate dall'assetto chiaroscurale perche' saranno in luce, mentre fra le ombre troverete i contrasti piu' violenti e le modifiche percettive di maggior portata. Lasciando queste per ultime, quando vi accingerete a farle avrete l'impalcatura del dipinto gia' quasi ultimata, sara' meno facile sbagliare.
Non lasciate mai nulla al caso, ricordate che dovete arroccarvi conquistando tutti i vantaggi possibili prima di agire ovvero prima e durante il dipingere :cheer:
Ultima modifica: 02/05/2021 19:08 da Molinari.Alessandro.
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ANTONELLO A. .........in cammino verso l'olio 02/05/2021 17:39 #9655

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:) Mi chierete ora, ma quanto e' sensibile e raffinato il nostro occhio a questi effetti percettivi? Come riesce a raggruppare gli oggetti in una visione l'occhio? Che logica segue?

Alla prima domanda ho una risposta, mentre alle altre no :(

Prima domanda: e' sensibile MOLTO sensibile

guardate questa variante della solita fotografia.



Non ho fatto altro che ritagliare la fotografia nella parte dei due fogli A e B e poi ricopiarla in posizioni diverse dall'originale.

Come vedete (soprattutto nella zona in ombra) nonstante siano copie identiche vengono percepite diversamente. In basso ad es a sinistra dove l'ombra e' meno scura il foglio A si vede di una tonalita' piu' scura che quello nella posizione originale (ho incollato in alto a destra la foto originale cosi' ricordate quali erano le posizioni originali dei fogli); mentre quello piu' a destra, all'inverso sembra piu' chiaro.......in effetti cio' e' del tutto ragionevole!

Se ci pensate un oggetto bianco spostato entro una zona diversamente ombreggiata dovra' mostrarsi piu' chiaro ove l'ombra e' piu' chiara e piu' scuro dove l'ombra e' piu' intensa. se pero' prendete l'immagine del foglio e la spostate e non il foglio fisicamente, allora otterrete l'effetto opposto ovvero il sistema percettivo schiarira meno l'immagine del foglio ove sara' circondata da un campo (l'ombra) piu' chiaro e dunque la mostrera' di una scurezza maggiore del dovuto; viceversa accade nell'ombra piu' profonda.

Mi rendo conto che la spiegazione non e' chiarissima da seguire, ma spero che l'immagine parli in maniera piu' facilmente comprensibile.

Comunque e' curioso che facendo manualmente il processo di taglia sposta ed incolla con photoshop si fa una esperienza animata divertente (l'animazione e' data dal mio movimento di spostare la parte copiata)perche' sembra di spostare fisicamente un oggetto in un modello tridimensionale ma che funziona all'inverso
Ultima modifica: 02/05/2021 18:11 da Molinari.Alessandro.
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