Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami

Salotto

ARGOMENTO: PITTURA, CHI SONO?

PITTURA, CHI SONO? 06/04/2019 21:35 #7474

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
:) permettetemi di tediare qualcuno con l'ennesima filippica sulla critica, "fatta dal solito sfigato con un f......ttuta paura di affrontarla e che quindi la snobba" ovvero il sottoscritto :P

La critica come potete constatare esiste dalla meta' del settecento, ma si fa sentire solo dall'inizio ottocento. Su di essa e sul suo operato si basa sempre piu', via via che passano gli anni, la formazione del valore di un opera d'arte ed infine il suo prezzo.
Nasce ufficialmente (ovvero dichiaratamente) come il soggetto che esprime il necessario ruolo di "traduzione" che permette alla classe economicamente detentrice del potere - la nascente borghesia - di comprendere l'arte. Comprensione necessaria per collocare le opere in uno schema di valore indispensabile per realizzarne la compravendita.

Bene! :)

A parte il fatto che spesso questo ruolo di traduzione viene meno ed alcune volte i critici prendono delle sonore cappellate (con gli impressionisti ad esempio), pare strano il fatto che l'aristocrazia dei secoli precedenti non avesse per nulla bisogno di figure simili. Questi "nobiluomini si occupavano d'arte comprandola e vendendola nonche' operando come mecenati senza aver bisogno della voce fuoricampo" che spiegasse loro quale era il valore delle opere.

Forse che i borghesi dell'ottocento erano piu' stupidi dei cicisbei sei-settecenteschi? Possibile? Eppure sembra proprio cosi'!

Inoltre che dire dei plutocrati della societa' consumistica odierna, cui appartengono la quasi totalita' dei collezionisti di arte contemporanea? Questi normalmente in piu' di un aristocratico antico hanno avuto la possibilita' di ricevere una istruzione di base in storia dell'arte, istruzione che per quanto superficiale e' di gran lunga maggiore delle nozioni artistiche proprie di un nobile del seicento o del cinquecento.

Eppure eppure questi hanno bisogno non solo dei critici ma dei curatori, dei musei, delle aste, dei siti borsistici sull'arte con le analisi dei trend di mercato etc. etc. Sono forse DOPPIAMENTE piu' stupidi di un degenerato aristocratico?

Si dice comunemente che il critico sia un "artista mancato" .....io credo che la realta' superi abbondantemente la fantasia, avercelo un artista, che sia mancato importerebbe poco, almeno capirebbe qualcosa dell'arte pittorica perche' almeno un poco avrebbe usato gli occhi ed invece...... :cheer:
Ultima modifica: 06/04/2019 22:45 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: robjnia

PITTURA, CHI SONO? 07/04/2019 02:25 #7476

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
Accanto alla critica propriamente detta, che si occupa di valutare l'operato degli artisti via via che esso viene prodotto, esiste un gruppo di persone chiamate critici di storia dell'arte. Questi ultimi si occupano, secondo metodi loro propri di effettuare valutazioni sia delle opere che degli artisti di un periodo anteriore a quello in cui essi vivono ed operano. Sono cioe' storici dell'arte veri e propri.

Vi e' una differenza sostanziale nell'agire dei primi rispetto ai secondi, non solo perche' e' diverso l'arco temporale cui si riferiscono (e dunque gli artisti considerati), ma anche perche' gli storici dell'arte normalmente tendono a valutare l'arte e l'artista secondo approcci metodologici razionali, approfonditi e mutuati non di rado da altre discipline come la filosofia, l'estetica in particolare, la storiografia, la filologia, l'antropologia o l'archeologia oppure teorie valutative originali sviluppate ad hoc.
Come ho spiegato in precedenza e' semplicemente ridicolo pensare che costoro interagiscano, nemmeno in un lontano futuro, con qualsivoglia lavoro pittorico alla nostra portata, comunque, secondo me e' interessante cercare di capire come lavorano.

Anzitutto vi sono state scuole di pensiero con notevoli personaggi, nell'ottocento lo storico d'arte e' soprattutto un grande conoscitore di opere d'arte, ovvero ne deve aver viste, valutate e analizzate a migliaia. Ricordiamo la scuola di Vienna ad esempio. L'Italia ha avuro grandissimi critici sia nel passato che nel novecento, ad esempio Cavacaselle, Morelli e Longhi, Zeri. A Longhi dobbiamo ad esempio la rivalutazione di Caravaggio avvenuta grazie ai suoi studi ed alla mostra che organizzo' negli anni cinquanta.
Una corrente di pensiero nella critica dell'arte moderna e contemporanea e' quella rappresentata da Lionello Venturi, Argan, Panowsky e Gombrich.
Naturalmente le esposizioni e le attivita' museali dirette da costoro si caratterizzano per un livello qualitativo molto superiore; ad esempio una cosa e' avere come curatore di una mostra un Longhi, tutt'altra avere una Palma Bucarelli per intenderci. Nell'operato di molti di questi storici si ravvisa facilmente quel gusto e quella conoscenza che senza dubbio fu propria di molta di quella aristocrazia colta che alimento' l'arte del passato.
Gli storici dell'arte raramente si occupano di arte moderna e men che meno di arte contemporanea.Qua ndo lo fanno (Belting e Zerner negli anni 90) si devono rendere conto che l'arte contemporanea e' refrattaria a tutte le visioni degli esperti storici precedenti e serve elaborare nuove teorie; forse l'arte contemporanea e' profondamente diversa dall'arte pittorica? Chissa?

Vi sono inrete numerosi scritti interessanti di molti autori di storia dell'arte che costituiscono spesso una lettura piacevole ed interessante, la lettura della critica contemporanea militante e' invece assai inutile, se non a volte semplicemente ridicola; potete rendervi conto facilmente di questo fatto consultando qualche opuscolo o catalogo di mostre recenti, oppure ascoltare in youtube qualche filmato dei vari Sgarbi Bonito Oliva e consimili :cheer:
Ultima modifica: 07/04/2019 04:22 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: robjnia

PITTURA, CHI SONO? 07/04/2019 03:05 #7477

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
Non sarebbe utile avere anche una breve nota su GALLERISTI E MERCANTI?

Io credo proprio di si! Molti che leggono ne avranno conosciuto qualcuno, altri li conosceranno presto. B)

1) le gallerie d'arte maggiori, quelle che lavorano al livello nazionale o piu' su, lavorano con il "sistema arte" al completo. Questo significa circoli ristretti di persone nei quali si entra solo se si e' organici ad un dato modo di fare. Quale sarebbe? Semplice FARE SOLDI punto e basta, non c'e' null'altro credetemi. Non c'e' nulla di male nell'avere una impresa che produce profitti del resto. Ovviamente quante sono le probabilita' di avere a che fare con questi sistemi per noi? Zero.

2) Gallerie che si occupano di selezionale artisti "emergenti". In teoria sono alla ricerca di personaggi per alimentare i gruppi delle gallerie maggiori, in realta' tendono a ricalcare l'organizzazione produttiva ad una scala piu' limitata, facendo conto su piccoli collezionisti legati alla galleria per territorio. Sono comunque imprese abbastanza rare, almeno in questa forma pura, normalmente fanno anche partecontemporaneamente del gruppo n. 3.

3) la categoria che raggruppa il 90% delle gallerie e' quella degli "affittamuri" Sono attivita' assai squallide nelle quali la "merce" e' l'artista stesso. E' il pittore che paga a sue spese tutto dall'affitto della struttura a l'ultimo pasticcino del buffet e all'ultimo volantino pubblicitario. Tutto cio' serve a compiacere la vanita' personale dei pittori. Non scelgono dunque assolutamente nulla, ne' tantomeno contribuiscono ad arricchire o aiutare l'affermarsi di un artista. Raramente vendono qualcosa, se lo fanno le commissioni (dopo che magari si sono fatti pagare per esporre) sono elevatissime ad esempio il 50% del prezzo. Ma non vi illudete, per costoro vendere arte e' un passatempo, il vero guadagno lo prendono direttamente dal pittore.
Non crediate che queste squallide attivita' siano tipiche di piccole gallerie di paese (anzi a volte nei centri piu' piccoli si incontrano piccole perle di onesta') gli affittamuri sono presenti perfino intorno e nei pressi delle grandi istituzioni museali internazionali. A volte I grandi musei hanno piccoli spazi (magari a lato ;) ) dedicati all'esposizione temporanea che funzionano ANCHE da affittamuri, basta pagare indirettamente a persone che dispongono liberamente degli spazi per attivita' culturali varie. Si puo' esporre a Parigi a S. Pietroburgo a New york oppure a Rio . Molti degli spazi espositivi pubblici sono comunque soggetti almeno indirettamente a questo malcostume della esposizione prezzolata purtroppo, soprattutto in Italia, ma non solo. Naturalmente sto parlando di attivita' che sotto il profilo ufficiale e legale sono del tutto lecite
Altrettanto naturalmente parlo di "malcostume" solo perche' sono un vecchio personaggio che non ha voluto capire che l'etica cui mi sono sempre ispirato non esiste piu' e forse nemmeno e' mai esistita, chissa? :) Perche' scriverne allora vi domanderete, ebbene magari guardando il curriculum di qualche collega pittore che vuole impressionare con una lunga lista di esposizioni e non con la qualita' delle sue opere, a qualcuno verranno in mente le mie parole e qualche "incantesimo" magari si spezza. Francamente ne sarei assai felice.

Per fortuna esistono spazi espositivi non gestiti da mercanti e galleristi o critici o curatori di professione, naturalmente sono abbastanza rari...ma esistono :cheer: Si deve anche tenere conto del fatto che quanto scrivo si riferisce alla situazione odierna, ma e' anche vero che le condizioni del settore gallerie e mercato dell'arte sono profondamente mutate nel passato piu' rente; pochi lustri addietro la situazione era certamente diversa.
Ultima modifica: 07/04/2019 04:15 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: anna, robjnia

PITTURA, CHI SONO? 09/04/2019 19:36 #7481

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
:) Espongo qui di seguito una serie di considerazioni, dubbi ed idee nelle quali molti si identificheranno, almeno in parte. Prego tutti voi di considerare il fatto che lo scrivente certamente e’ incorso ed ancora spesso scivola negli errori che cerchero’ di descrivere. Spesso si tratta di trovare una formula ed un modus vivendi che ci consenta di convivere con gli errori, minimizzandoli perche’ evitarli del tutto non e’, nella maggior parte dei casi, possibile. La conoscenza, l’apprendimento partono sempre dalla consapevolezza delle difficolta’ non nel tacerle ed ignorarle.
Siamo rimasti a:
La nostra pittura e':
- una attivita' piacevole?
- una attivita' che da' valore all'individuo?

Se una attivita’ deve essere piacevole, quali caratteristiche deve possedere? In prima approssimazione dovra’ suscitare un senso di benessere, di godimento interiore per noi stessi. Si tratta dunque di capire cosa possa provocare in noi tali sensazioni, ovviamente mediate dalla nostra percezione visiva che ha per oggetto una immagine che stiamo producendo oppure abbiamo prodotto.
Ultima modifica: 09/04/2019 19:37 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: robjnia

PITTURA, CHI SONO? 09/04/2019 22:02 #7482

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
La pittura infatti consiste, a mio modo di vedere, solo in questo; senza l’ attivita’ di creazione di una immagine rimarrebbe solo la contemplazione del soggetto che puo’ essere rimirato ed apprezzato al punto da essere piacevole, ma non e’ questo il caso.
Quindi ne consegue che necessariamente, per essere attivita’ piacevole la pittura deve in prima istanza produrre sensazioni visive piacevoli di cio’ che stiamo facendo o che abbiamo fatto dipingendo. Ovvero il pittore diviene il primo fruitore dell’opera che ha creato ed il primo ad apprezzarla. Se ad un pittore non piace cio’ che ha dipinto, non puo’ provare nessun godimento interiore.
Ognuno di noi e’ diverso e non sarebbe possibile trovare una definizione univoca di cio’ che puo’ piacere o meno. Tuttavia non e’ importante sapere COSA (e dunque quale soggetto e quale tipo di rappresentazione o tecnica di rappresentazione) puo’ piacere, ma e’ essenziale che ciascuno segua e trovi il proprio modo, ma questa opera, al di la’ del soddisfacimento di altre condizioni, deve prima di tutto piacere proprio a noi stessi.
I condizionamenti esterni, ovvero le condizioni che sentiamo di dover soddisfare perche’ abbiamo appreso che “dipingere significa costruire una immagine in un determinato modo” debbono essere subordinati a questa importante condizione, debbono venire sempre dopo il soddisfacimento di questa esigenza che e’ una vera e propria PRECONDIZIONE senza il suo soddisfacimento il processo pittorico non sta in piedi.

LA TUA PITTURA DEVE PIACERE PRIMA DI TUTTO A TE.


Sembra una considerazione banale, ma e’ una condizione che proprio negli aspiranti pittori viene il piu’ delle volte un poco trascurata, a volte dimenticata del tutto.
Perche?
Si subordina ad altri fattori il proprio piacere perche’ siamo spesso preda di miti e leggende che sono radicati nella nostra moderna cultura scolastica.
Ultima modifica: 09/04/2019 22:03 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: robjnia

PITTURA, CHI SONO? 09/04/2019 22:21 #7483

  • Molinari.Alessandro
  • Avatar di Molinari.Alessandro
  • Offline
  • Platinum Member
  • Messaggi: 2891
  • Ringraziamenti ricevuti 722
  • Karma: 3
:)
PRIMO MITO:
La dote naturale, la predisposizione all’arte pittorica come condizione innata.

E’ la piu’ pericolosa di tutte ed e’ quella che svia e distrugge tantissime storie pittoriche possibili che invece non nascono oppure vengono spazzate via e dimenticate.
Nel caso di persone non adulte conta ancor di piu’ anche il medesimo pregiudizio radicato nelle persone adulte che sono vicine a noi, saranno questi adulti ad esercitare una influenza diretta e decisiva su di noi, oppure a trasmetterci il pregiudizio stesso come un fatto incontrovertibile, vero.
Normalmente il pregiudizio prende la forma in una sorta di ordalia cui si sottopone il candidato artista in ragione del fatto di saper delineare un qualsiasi soggetto in maniera istintiva, senza guida alcuna, conseguendo risultati che appaiono a noi stessi o alle persone che ci circondano (entrambe le categorie comprendono solo persone che NON sono pittori, si badi bene!) abbastanza soddisfacenti.
Chi riesce e’ dotato, gli altri no.
In alcuni casi si adottano varianti della “ordalia” cercando di delineare qualsivoglia forma riconoscibile partendo invece da un foglio bianco ed esercitando la propria fantasia/memoria visiva.

Badate bene che ho scritto “delineare” non disegnare in quanto la cosidetta dote, nell’immaginario collettivo, non e’ mai relazionata alla capacita’ di fare un chiaroscuro oppure una colorazione che renda la plasticita’ di una forma, ma solo a realizzare il contorno di una forma.
La realta’ e’ che la delineazione e’ il primo scoglio di un disegnatore qualunque e l’esercizio e’ fattibile perfettamente da chiunque con l’ausilio di una didattica adatta e con il successivo allenamento. Progredire oltre la delineazione e giungere al chiaroscuro e alla coloritura invece non e’ affatto una faccenda alla portata di tutti anche in presenza della indispensabile didattica.
Intendiamoci esistono da sempre persone che delineano facilmente un soggetto con la matita, al punto da sembrare dei fenomeni, sia in tenera eta’ che da adulti; sono persone che non hanno bisogno di imparare ed allenarsi a farlo. I pittori solo raramente appartengono a queste categorie di persone, sia nel passato che ora. E’ un dato di fatto e basta studiare un poco le biografie e la storia dell’arte per scoprirlo. Oppure, se vi piace di piu’, sappiate che si ricordano artisti grandissimi in pittura che non furono affatto bambini prodigio nel disegno, e’ un fatto!.
Ultima modifica: 11/04/2019 04:01 da Molinari.Alessandro.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.
Ringraziano per il messaggio: anna


web design © 2014-2020 LonDom - all rights reserved