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ARGOMENTO: PITTURA, CHI SONO?

PITTURA, CHI SONO? 14/04/2019 06:19 #7497

  • Antonello Argiolas
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Interessantissimo. Grazie Maestro. :)
Ultima modifica: 14/04/2019 06:20 da Antonello Argiolas.
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PITTURA, CHI SONO? 14/04/2019 15:34 #7500

  • Molinari.Alessandro
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:) Grazie a voi, Roberta ed Antonello.

TERZO MITO:
La paura dell’errore.

E’ collegata con il pregiudizio numero uno, all’apparire di una incertezza, di un errore ci blocchiamo, subentra l’abbattimento e ritorna l’inesorabile dubbio di difettare di dote naturale per la pittura.
Questo oscura completamente il piacere ed il godimento estetico per l’opera e impedisce l’attivita’ del correggere. Proprio il rifiuto a provare a correggere accettando supinamente la nostra supposta incapacita’ costituisce il piu’ grande problema.

Si pensa che la correzione costituisca di per se, una pratica disdicevole, indice di incapacita’, oppure non si correggono gli errori perche’ si e’ invece preda del pregiudizio numero due e si attribuisce alla presenza degli errori un valore come facenti parte di un atto creativo che deve essere fluente ed ininterrotto.
Non si corregge perche’ le imperfezioni all’atto della esternazione del nostro IO, del nostro sentimento non possono o non devono esistere.
In entrambi i casi non si riflette sul fatto che se ci si avvede di un errore, di una imperfezione, non eliminarla minera’ irrimediabilmente il nostro piacere il cui soddisfacimento inevitabilmente passa in coda rispetto ai pregiudizi.

Gli errori che si vedono non sono dei veri ostacoli, proprio perche’ il fatto di averli visti gia’ ci colloca a meta’ dell’opera di correzione; sono quelli che non vediamo a doverci preoccupare piuttosto.
Ultima modifica: 14/04/2019 15:37 da Molinari.Alessandro.
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PITTURA, CHI SONO? 14/04/2019 15:46 #7501

  • Molinari.Alessandro
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In effetti, invece e contrariamente a quanto sarebbe logico aspettarsi, correggere un errore allena e forza il nostro sistema visivo a "rivedere" il nostro operato e.......altri errori, prima invisibili, si palesano.

Se accade questo, o meglio quando accade (perche' accade SEMPRE) bisogna procedere alle prime correzioni senza indugiare. Omettere di correggere, ma continuare a osservare un opera determina due risultati contrastanti ma dagli effetti deleteri:

1) gli errori non corretti sembrano diventare sempre piu' evidenti al punto da sembrare talmente inaccettabili da convincerci della nostra totale inabilita'

2) se l'analisi procede e si svelano errori di natura diversa, magari piu' lievi e successivi ai primi (non corretti) a volte si innesca l'impressione di essere condotti in un circolo vizioso, piu' errori si vedono, piu' imperfezioni affiorano. A volte addirittura i primi piu' evidenti errori paiono nel parossismo di questa autovalutazione compulsiva, divenire dei punti di forza, non piu' degli errori! Ma l'euforia dura poco e subentra presto una forte insicurezza, scoprire di vedere imperfezioni a fasi alterne e oscillare nel giudizio non fa altro che renderci sempre piu' insicuri.

In entrambi i casi si e' preda di un pregiudizio, che aumenta il timore di sbagliare, la paura a dipingere o disegnare.
Spesso ricadere in una delle due situazioni che ho descritto sopra porta al gravissimo errore di distruggere il proprio lavoro
Ultima modifica: 14/04/2019 15:54 da Molinari.Alessandro.
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PITTURA, CHI SONO? 14/04/2019 18:08 #7504

  • Antonello Argiolas
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:) incredibile quanto mi ci veda in quello che hai scritto.
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PITTURA, CHI SONO? 15/04/2019 00:27 #7505

  • Molinari.Alessandro
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:) Cio' che conosco meglio e' proprio me stesso, quindi e' a questa esperienza che i miei scritti si ispirano, non potrebbe essere altrimenti.

QUARTO MITO:
Il confronto con i Maestri.

Il processo di autovalutazione del proprio operato e’ un fatto positivo e assolutamente indispensabile, tuttavia se viene fatto facendo riferimento alle opere dei grandi maestri del passato, crea un pregiudizio difficilmente superabile.

Sentirsi inadeguati e non all’altezza delle aspettative quando cerchiamo di riprodurre un soggetto in una maniera che ci dia soddisfazione e’ gia’ fin troppo facile e frequente, ma diviene impossibile evitarlo se cerchiamo di valutare il nostro operato confrontandoci con le opere dei grandi Maestri.
Anche se ci limitiamo al disegno; non parliamo di confrontare una qualsiasi opera dipinta.

Dovete considerare ad esempio che ci sono noti, in prima approssimazione, solo i lavori meglio riusciti dei grandi Maestri, giacche’ quelli poco riusciti, i bozzetti etc. sono andati persi o distrutti. Se mai sarebbe piu’ logico riferirsi a questi, se si volessero effettuare dei confronti; tuttavia sarebbe ancor meglio avere a disposizione per il confronto, opere di artisti minori, magari non rinascimentali, ma artisti minori di epoche piu’ vicine alle nostre. Purtroppo pero' e' molto difficile reperire materiale simile.

Se si fanno confronti con opere d’arte di chiara fama inoltre non sara’ in alcun nodo possibile apprezzare se si e' verificato o meno un progresso nella nostra pittura mano a mano che ci impratichiamo, poiche’ le variazioni saranno comunque insignificanti rispetto alla eccessiva distanza qualitativa che ci separa dai Maestri. Quindi si ricavera’, ad esempio, l’erronea impressione di non progredire, deprimendosi inutilmente.

Per contro, se copiamo pedissequamente proprio le opere dei grandi Maestri, praticamente ci sottraiamo al confronto.
E’ ridicolo, ma qualcuno lo ha ventilato, ad esempio che copiando perfettamente un Caravaggio ci si possa illudere di possederne le doti pittoriche.
Ho sentito pero’ alcuni hobbisti paragonare questa attivita’ di copiatura all’esecuzione che uno strumentista puo’ fare di una famosa partitura musicale; il violinista che esegue una parte nel quartetto per archi di Mozart, non e’ ovviamente un artista come Mozart, ma se la esegue bene e’ pur sempre un artista!
Questa evidente forzatura dimostra solamente che un siffatto aspirante pittore non conosce nemmeno la musica.
Ultima modifica: 15/04/2019 00:30 da Molinari.Alessandro.
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PITTURA, CHI SONO? 16/04/2019 13:44 #7507

  • antoon
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proprio ieri sera ho ripreso a dipingere il cielo del dipinto di Ignazio Silone, diciamo dalle 22.30 alle 2.00, completamente ribaltato un cielo azzurro per farne uno sui gialli.
mentre dipingevo ero convinto del risultato soddisfacente , I miei occhi accettavano il risultato ottenuto.
Poi questa mattina, appena alzato, , ho dato uno sguardo al quadro e mi sono reso conto che era inguardabile, preso dallo sconforto ho preso pezzette e acquaragia e ho cancellato tutto il cielo.
convinto di non essere in grado di fare un cielo di queste dimensioni e specialmente con queste tonalita`, sto pensando di segare la tela per ridurre le dimensioni (120x150) per farne solo un ritratto.
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