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ARGOMENTO: PITTURA, CHI SONO?

PITTURA, CHI SONO? 16/04/2019 17:33 #7510

  • Molinari.Alessandro
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sintesi finale

Dipingere deve essere dunque una ATTIVITA’ PIACEVOLE , per esserlo e’ necessario che ci liberiamo dai tanti condizionamenti o miti, alcuni dei quali ho elencato qui sopra.
Dipingere senza paura di non essere all’altezza del compito, di dover esprimere qualcosa, di sbagliare o di confrontarsi con i grandi del passato permette di godere del piacere estetico della visione di soggetto e opera al contempo.
Questo modo di procedere e’ fondamentale proprio ed a maggior ragione nel caso degli aspiranti pittori e dei neofiti, infatti farlo in questa forma costituisce la garanzia del buon operare, unica garanzia che da aspiranti si possa arrivare a progredire e divenire veri e propri pittori ovvero divenire persone, per loro natura, libere dai pregiudizi sulla pittura.


Con questo possiamo chiudere il nostro sunto constatando che la critica cosi’ sovente ripetuta che l’arte non deve essere “autoreferenziale” e che l’atteggiamento vitale del pittore dell’art pour l’art sia una posizione insostenibile e’ una solenne sciocchezza. L’arte pittorica e’ certamente autoreferenziale, non potrebbe essere altrimenti!
Lo e’ pero’ solo per l’artista all’atto di esercitarla, di compiere l’opera; nulla vieta in seguito ai fruitori, coloro che rimirano l’opera sua, (artista compreso ovviamente) di attribuire all’opera d’arte stessa tutte le funzioni le connessioni ed i significati possibili ed immaginabili.
L’opera pittorica potra’ essere considerata sotto tutti gli aspetti possibili, storico, estetico, politico, sociale o di costume ed assumere i mille significati e distinguo che sono propri di ogni fenomeno che chiamiamo cultura, ma all’atto di nascere la pittura non e’ cultura
Si potrebbe anzi affermare che il pittore dovrebbe comportarsi come l’essere piu’ edonista della terra; laddove l’opera sua sia fatta coincidere con il bene morale dei filosofi e l’attivita’ pittorica con la ricerca del piacere.

L’etica del pittore che dipinge deve essere epicurea, egli deve comportarsi come un individualista sfrenato che fa dell’apparire il fine ultimo di tutte le sue ricerche e dei suoi sforzi. Ma l’edonismo deve essere tipico dell’agire artistico, non necessariamente del modo di vivere della persona, del pittore; deve essere un modo di porsi di un particolare momento della vita, non dell’intera sua esistenza.

Forse, per concludere, e’ proprio il fatto che il comportamento edonistico e’ ormai la costante delle nostre vite nella societa’ dell’omologazione che, quando dovremmo assumere un comportamento simile – dipingendo – non ne siamo capaci. In un gioco dei contrari, crediamo che il giusto procedere per essere creativi, per essere originali, insomma per fare arte sia comunque diverso dal nostro abituale modo di porci, non sbagliando per segno dell’operazione da compiere, ma nella totale incapacita’ di comprendere l’inversione degli addendi di quella equazione.

Bene :) il tutto naturalmente........SECONDO ME
Se qualcuno vuole dare una occhiata a questo spezzone del film Teorema di Pasolini, trovera’ un monologo perfettamente in tema, fatto recitare ad un adolescente borghese vittima irrimediabilmente (e potremmo dire tragicamente) di tutti i pregiudizi sulla pittura di cui abbiamo parlato.

Ultima modifica: 16/04/2019 17:37 da Molinari.Alessandro.
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PITTURA, CHI SONO? 21/05/2020 22:19 #8924

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:) DALLO SPEZZONE del filmato:



FILM TEOREMA DI P.P.PASOLINI 1968

bisogna cercare di inventare nuove tecniche, che siano irriconoscibili, che non assomiglino a nessuna delle operazioni precedenti,

per evitare la puerilita' il ridicolo

costruirsi un mondo proprio con cui non siano possibili confronti, per cui non esistono precedenti misure di giudizio, che devono essere nuove come la tecnica.

Nessuno deve capire che l'autore non vale niente, che e' un essere anormale, inferiore e che come un verme si contorce e striscia per sopravvivere

nessuno deve mai coglierlo in fallo di ingenuita', tutto deve presentarsi come perfetto, basato su regole sconosciute e quindi non giudicabili

come un matto, si'!

come un matto

vetro su vetro, perche' non sono capace di correggere niente!

e nessuno se ne deve accorgere.

Un segno dipinto su un vetro corregge senza sporcarlo un segno dipinto prima su un altro vetro

ma tutti dovranno credere che non si tratti del ripiego di un incapace

di un impotente, nienteaffatto!

Ma che si tratti invece di una decisione sicura, imperterrita, alta e quasi prepotente!

Nessuno deve sapere che un segno riesce bene per caso

per caso e tremando

e che appena un segno si presenta riuscito bene, per miracolo, bisogna subito proteggerlo, custodirlo come in una teca.

Ma nessuno, nessuno deve accorgersene!

L'autore e' un povero tremante idiota, una mezzacalzetta, vive nel caso e nel rischio, disonorato come un bambino, ha ridotto la sua vita alla malinconia ridicola di chi vive degradato dall'impressione di qualcosa
di perduto per sempre.
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PITTURA, CHI SONO? 21/05/2020 22:24 #8925

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:( Un racconto


Ecco la mia riflessione, dovete intenderla come un racconto, come un dialogo che l’autore parlando in prima persona, fa come se scrivesse un suo diario intimo all’atto di riprendere matita e pennelli dopo un lunghissimo periodo di inattivita’ volontaria ,un periodo di abbandono della pittura.
Ovviamente mi sono liberamente ispirato alla mia vicenda personale, pero’ con un gusto un poco sadico, un poco autolesionista ho costellato il percorso del nostro povero aspirante pittore di moltissime insidie, trabocchetti, false speranze e leggende metropolitane, facendo in ,modo che cadesse in tutti gli equivoci, gli errori e le situazioni a trabocchetto che potevo immaginare……insomma ASDRUBALE (chiamiamolo cosi’) non ne indovina una e sembra che abbia un sesto senso per cacciarsi nei guai e vivere nel peggiore modo possibile la propria passione per la pittura.

Il racconto e’ quindi semiserio e qualcuno lo trovera’ un poco macabro anche, ma dovrebbe stimolare la riflessione. E’ evidente che personalmente giudico le disavventure di Asdrubale come una sequenza di disavventure con una connotazione sempre fortemente negativa, quasi tragica, tuttavia non mi vergogno a dire che in parte, in alcuni passaggi, non posso fare a meno di identificarmi in Asdrubale e perfino a solidarizzare con lui.
Il racconto e’ strutturato come una sorta di confessione che l’autore/soggetto fa a se medesimo, come se udissimo quei pensieri che si fanno alla sera prima di coricarsi o alla mattina prima di alzarsi dal letto. Ho messo questi simboli @@@ fra i periodi per significare che trascorre qualche tempo, giorni o settimane, fra una frase o pensiero e quello successivo
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PITTURA, CHI SONO? 22/05/2020 16:49 #8926

  • Antonello Argiolas
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:) Bene. Rimaniamo in attesa incuriositi.
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PITTURA, CHI SONO? 22/05/2020 18:40 #8927

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@@@@


IO non sono mai stato un TALENTO PRECOCE, neanche tardivo.
Come lo so questo?

Beh intanto, se facciamo una metafora con la musica, se vuoi fare il cantante sin da bambino ti accorgi da solo di avere una bella voce, e poi canticchiando qui e la’ e’ inevitabile che amici e parenti notino la bellezza del tuo canto.

A me tutto cio’ non e’ mai successo, riportando l’esempio nel campo pittorico, non mi e’ mai capitato di disegnare o dipingere alla prima in maniera soddisfacente ne’a giudizio mio ma nemmeno a giudizio altrui , quindi non ho un talento, una capacita’ particolare innata da mettere a frutto!.

@@@@


Si, forse qualche volta la maestra mi ha lodato per qualche disegno, la mia cara nonna diceva che sarei diventato un pittore, bei ricordi ma nulla piu’.

Che dire? Forse potrei essere o diventare un artista non di grido, in fondo per un pittore geniale che arriva al massimo grado, esistono decine o forse centinaia di artisti “minori”.
Ma avranno anche loro una dote naturale come i piu’ famosi?

La risposta e’ affermativa, lo avranno avuto senz’altro! Solamente avranno posseduto un talento innato in misura minore rispetto a quello dei grandi artisti, e’ perfettamente logico.

Eh gia’, quindi torniamo daccapo, questo mi esclude di nuovo, non saro’ mai un artista, neanche minore. Mi sa che di talento non ne posseggo nemmeno un poco.

@@@@

Potrei riprovare a dipingere, per vedere se la maturita’ mi ha giovato e scocca una scintilla nuova.

@@@@

Si’ ci ho provato ma….niente e’ rimasto tutto come prima, anzi cercando di impadronirmi di un minimo di tecnica pittorica non vedo miglioramenti sostanziali, comunque non proporzionali agli sforzi fatti. In fondo chiunque potrebbe fare cio’ che faccio io con una matita o un pennello in mano armandosi di pazienza.
Ultima modifica: 22/05/2020 20:03 da Molinari.Alessandro.
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PITTURA, CHI SONO? 22/05/2020 19:47 #8928

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@@@@

Ordunque non voglio gettare la spugna, non un’altra volta!

Forse potrei essere non un artista ma un “aspirante artista”, una specie di comprimario, cosi’ come accade – rimanendo in metafora con la musica - nei complessi musicali e nelle orchestre, qualcuno che suoni il triangolo o i piatti…..cose del genere.

Questo mi consentirebbe di vivere nel mio piccolo mondo, ristretto, ma comunque un angolino personale fatto di pittura!

Mi si noterebbe appena, e il mio contributo mescolato a tutti gli altri del gruppo non stonerebbe certo appunto come poco si nota il suono del triangolo nel pieno orchestrale.
Fuori di metafora sarebbe sufficiente, nel caso della pittura, cercare di non esporre i miei lavori troppo in evidenza, cercare almeno all’inizio di rimanere inosservato e comunque cercare di realizzare dipinti semplici che possano confondersi abbastanza bene in mezzo a cio’ che fanno anche altri pittori.

Oggi e’ immensamente piu’ facile di ieri. L’arte contemporanea ha aperto vere e proprie praterie.

Se non facessi cosi’, se non mi nascondessi un po’ mi coprirei di ridicolo, non c’e’ nulla di piu’ penoso di un buffone presuntuoso che si autodefinisce artista, senza poi esserlo infatti…..certo che se invece mi limitassi a copiare il meglio possibile Immagini gia’ esistenti fotografie ad esempio o quadri di altri…..oppure potrei buttarmi nell’astratto, l’informale.

@@@@

Farei di tutto per evitare il ridicolo, sarebbe insopportabile, soprattutto alla mia eta’ e dopo aver gia’ sofferto per l’abbandono della pittura in passato, quando ero fanciullo.

No, non e’ il caso di rischiare e poi quando ho provato a studiare un poco il disegno o la prospettiva, il divertimento di aprire la scatola dei colori e mettere una tela sul cavalletto e’ scemato ed e’ diventato tutto molto noioso.

@@@@

Cosi’ ho lasciato subito perdere, in fondo oggi sono proprio i grandi artisti, i “maestri” a gridare a gran voce che la tecnica pittorica e’ una componente opzionale, serve ben altro per fare arte!

Ho pero’ in seguito trovato un sistema “moderno” per acquisire la parte tecnica della disciplina pittorica, un modo che e’anche divertente,
una specie di scorciatoia automatica!

Basta trovare tutorial in rete ed alcuni libri per cominciare e poi, soprattutto, andare a pagamento a fare stage artistici presso “maestri” vari.
Piu’ si frequentano corsi, si seguono le persone esperte sui vari siti specializzati dei corsi on line in rete e meglio e’, ognuno di costoro infatti ha caratteristiche diverse ed insegna cose diverse, inoltre si viene in contatto con moltissime tecniche e modi diversi di usare una miriade di materiale artistici, cosi’ posso anche orientarmi meglio fra i tantissimi materiali artistici che sono a disposizione.

Gli stage a pagamento durano poco, qualche giorno, cosi’ non mi impegnano troppo. Queste persone, questi maestri, sono oltretutto spesso persone simpatiche e brillanti e sanno sempre stupirti, e’ questione di buon senso TUTTI sanno che l’arte non si insegna, cio’ che conta e’ vedere con l’esempio come fa chi e’ veramente bravo…..logico!
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